Fringe benefit 2026: cosa sono, soglie, esempi e tassazione
I fringe benefit sono beni, servizi e utilità che il datore di lavoro mette a disposizione dei dipendenti in aggiunta alla retribuzione ordinaria. In italiano vengono spesso definiti “benefit aziendali” o “benefici accessori”.
A differenza dello stipendio, i fringe benefit non consistono necessariamente in una somma di denaro. Possono comprendere, per esempio, l’uso privato dell’auto aziendale, buoni acquisto, rimborsi per alcune spese familiari e dispositivi elettronici.
I fringe benefit rappresentano una delle principali forme di welfare aziendale e possono offrire vantaggi sia ai lavoratori sia alle imprese. Entro determinati limiti, infatti, il loro valore non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente.
Cosa sono i fringe benefit
I fringe benefit sono compensi in natura riconosciuti dal datore di lavoro al dipendente in aggiunta allo stipendio. Possono essere assegnati a tutti i lavoratori, a determinate categorie omogenee oppure, in alcuni casi, anche a singoli dipendenti.
Tra gli esempi più comuni troviamo:
- buoni acquisto e gift card;
- buoni carburante;
- auto aziendale concessa per uso personale o promiscuo;
- smartphone, computer e altri dispositivi elettronici;
- polizze assicurative e coperture sanitarie;
- rimborsi o pagamenti relativi alle utenze domestiche;
- rimborsi per l’affitto dell’abitazione principale;
- rimborso degli interessi sul mutuo relativo all’abitazione principale.
Il valore dei fringe benefit può essere indicato nel cedolino paga e deve essere considerato nel calcolo del reddito imponibile quando supera le soglie previste dalla normativa.
Vantaggi dei fringe benefit
I fringe benefit offrono vantaggi sia ai dipendenti che ai datori di lavoro:
- Per i dipendenti: migliorano il benessere e la soddisfazione lavorativa.
- Per le aziende: possono portare vantaggi fiscali e aiutare ad attrarre e mantenere talenti.
Soglie di esenzione dei fringe benefit nel 2026
Nel 2026 sono confermate le soglie di esenzione previste per il triennio 2025-2027:
| Tipologia di lavoratore | Soglia annua di esenzione |
|---|---|
| Dipendenti senza figli fiscalmente a carico | 1.000 euro |
| Dipendenti con figli fiscalmente a carico | 2.000 euro |
La soglia maggiorata di 2.000 euro spetta ai lavoratori con figli fiscalmente a carico, compresi i figli adottivi, affidati o riconosciuti. Per usufruirne, il dipendente deve generalmente comunicare al datore di lavoro i dati necessari, incluso il codice fiscale dei figli.
Questi limiti consentono ai datori di lavoro di offrire beni e servizi senza che questi contribuiscano al reddito imponibile dei dipendenti, rendendo i fringe benefit un’opzione vantaggiosa per entrambe le parti.
I fringe benefit offrono vantaggi fiscali ai datori di lavoro, poiché i costi sostenuti per questi benefit possono essere dedotti dal reddito d’impresa. Inoltre, i datori di lavoro possono beneficiare di esenzioni fiscali se i fringe benefit rientrano nei limiti stabiliti dalla legge.
I fringe benefit offrono vantaggi non monetari che possono aumentare la soddisfazione dei dipendenti senza incidere direttamente sul costo del lavoro come un aumento salariale. A differenza dei salari tradizionali, i fringe benefit possono anche avere vantaggi fiscali sia per i dipendenti che per le aziende.
I fringe benefit sono regolati dalla normativa italiana, in particolare dall’articolo 51 del TUIR, che stabilisce che non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente.
Conclusioni
I fringe benefit 2026 sono uno strumento di welfare aziendale che consente alle imprese di offrire ai dipendenti beni, servizi e rimborsi aggiuntivi rispetto allo stipendio.
Le soglie di esenzione sono pari a 1.000 euro per i lavoratori senza figli fiscalmente a carico e a 2.000 euro per quelli con figli a carico. Entro questi limiti, i benefit possono non concorrere alla formazione del reddito da lavoro dipendente, purché siano rispettate tutte le condizioni previste dalla normativa.
Per gestire correttamente i fringe benefit è importante monitorare il valore complessivo dei benefit, raccogliere la documentazione necessaria e distinguere questa categoria dagli altri strumenti di welfare aziendale, come i buoni pasto e le polizze sanitarie.
Fringe benefit in busta paga: come vengono indicati?
I fringe benefit possono essere riportati nel cedolino paga con l’indicazione del relativo valore convenzionale o imponibile.
Quando il benefit rientra nella soglia di esenzione prevista dalla legge, il suo valore non concorre alla formazione del reddito imponibile, secondo le condizioni stabilite dalla normativa.
Quando invece la soglia viene superata, il valore del benefit può incidere sull’imponibile fiscale e contributivo del dipendente. Il trattamento deve quindi essere gestito correttamente dal datore di lavoro o dal consulente del lavoro.
Cosa succede se si supera la soglia del fringe benefti?
Il superamento della soglia deve essere valutato con attenzione. Se il valore complessivo dei fringe benefit supera il limite applicabile, l’intero importo può concorrere alla formazione del reddito da lavoro dipendente e non soltanto la parte eccedente.
Per esempio:
- un dipendente senza figli riceve benefit per 900 euro: l’importo resta entro la soglia di esenzione;
- lo stesso dipendente riceve benefit per 1.100 euro: l’intero valore può diventare imponibile;
- un dipendente con figli fiscalmente a carico riceve benefit per 1.800 euro: l’importo resta entro il limite di 2.000 euro;
- se riceve benefit per 2.100 euro, l’intero valore può essere assoggettato a tassazione.
Per questo motivo, l’azienda deve monitorare il valore complessivo dei benefit assegnati durante l’anno.
Qual è la normativa sui fringe benefit?
La disciplina generale dei fringe benefit è contenuta nell’articolo 51 del TUIR, che stabilisce le regole per la determinazione del reddito da lavoro dipendente.
Per il periodo d’imposta 2026, la Legge di Bilancio 2025 ha previsto, in deroga alla soglia ordinaria, un limite di esenzione pari a:
- 1.000 euro per la generalità dei lavoratori dipendenti;
- 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico.
La disciplina riguarda il triennio 2025-2027 e comprende, oltre a beni e servizi, anche alcune somme erogate o rimborsate per utenze domestiche, affitto dell’abitazione principale e interessi sul mutuo della prima casa.
Come vengono definiti i fringe benefits?
I fringe benefits sono vantaggi non monetari forniti ai dipendenti, come buoni pasto, auto aziendali, e contributi per attività sportive.
Quali sono le normative italiane sui fringe benefit e il loro utilizzo nelle aziende?
I fringe benefit sono regolati dalla normativa italiana, in particolare dall’articolo 51 del TUIR, che stabilisce che non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente fino a un valore di 1.000 euro per i lavoratori senza figli a carico e 2.000 euro per quelli con figli a carico. Questi benefit possono includere beni e servizi come buoni pasto, auto aziendali e rimborsi per spese domestiche, offrendo vantaggi fiscali sia per i dipendenti che per le aziende.
I fringe benefit (o benefici accessori) sono compensi in natura che il datore di lavoro dà ai dipendenti in aggiunta alla retribuzione, riportati in busta paga. Fanno parte del welfare aziendale e includono esempi come auto aziendale, buoni pasto e polizze assicurative.
Che tipologie di fringe benefit sono utilizzate in azienda ?
I fringe benefit possono assumere diverse forme, tra cui:
- Auto aziendale: utilizzata sia per scopi lavorativi che personali.
- Buoni pasto: contribuiscono alle spese per il pranzo e sono esenti da tassazione fino a un certo importo.
- Polizze assicurative: coperture assicurative per la vita o la salute.
- Buoni carburante: per il rifornimento di veicoli.
- Dispositivi elettronici: come computer e smartphone.
Quali sono i vantaggi dei fringe benefit?
I fringe benefit offrono vantaggi sia ai dipendenti che ai datori di lavoro:
- Per i dipendenti: migliorano il benessere e la soddisfazione lavorativa.
- Per le aziende: possono portare vantaggi fiscali e aiutare ad attrarre e mantenere talenti.
Quali sono le soglie di esenzione fiscale dei Fringe benefit ?
Nel 2026, le soglie di esenzione fiscale per i fringe benefit sono:
| Categoria di lavoratori | Limite di esenzione |
|---|---|
| Senza figli a carico | 1.000 euro |
| Con figli a carico | 2.000 euro |
Questi limiti consentono ai datori di lavoro di offrire beni e servizi senza che questi contribuiscano al reddito imponibile dei dipendenti, rendendo i fringe benefit un’opzione vantaggiosa per entrambe le parti.
Quali sono i vantaggi fiscali dei fringe benefit per i datori di lavoro?
I fringe benefit offrono vantaggi fiscali ai datori di lavoro, poiché i costi sostenuti per questi benefit possono essere dedotti dal reddito d’impresa. Inoltre, i datori di lavoro possono beneficiare di esenzioni fiscali se i fringe benefit rientrano nei limiti stabiliti dalla legge.
Come si confrontano i fringe benefit con i salari tradizionali per i dipendenti?
I fringe benefit offrono vantaggi non monetari che possono aumentare la soddisfazione dei dipendenti senza incidere direttamente sul costo del lavoro come un aumento salariale. A differenza dei salari tradizionali, i fringe benefit possono anche avere vantaggi fiscali sia per i dipendenti che per le aziende.
Quali sono i vantaggi fiscali dei fringe benefit per i datori di lavoro?
I fringe benefit offrono vantaggi fiscali ai datori di lavoro, poiché i costi sostenuti per questi benefit possono essere dedotti dal reddito d’impresa. Inoltre, i datori di lavoro possono beneficiare di esenzioni fiscali se i fringe benefit rientrano nei limiti stabiliti dalla legge.
