Buoni Pasto – Soluzione Welfare

I Buoni Pasto rappresentano una delle prime e più diffuse forme di Welfare presenti all’interno del aziende italiane. Vengono erogati come sostitutivo mensa chiamata anche come indennità sostitutiva mensa. Oggi rappresentano per i lavoratori un reddito non tassato, che viene utilizzato sempre più per acquistare beni alimentare nei supermercati oltre che per fare colazioni o pranzi in bar e ristoranti.

Per il datore di lavoro sono un costo totalmente deducibile con il limite degli € 8/gg per dipendente. Questo limite sta per essere innalzato a €10/ gg per dipendente a partire dal 2026. Rappresenta un ulteriore vantaggio per i lavoratori che potrebbero ricevere un controvalore in Buoni Pasto maggiorato di più del 20%.

Attenzione però che questo aumento è applicabile solamente ai Buoni Pasto elettronici e non a quelli Cartacei. E’ anche vero che ormai la maggior parte de Buoni Pasto viene erogato in formato elettronico.

Alcuni punti di approfondimento sui Buoni Pasto

Buoni Pasto

Sì, fino a 10 euro al giorno. L’eventuale importo eccedente concorre alla formazione del reddito del dipendente.

Nel 2026 la soglia resta pari a 4 euro al giorno.

In linea generale sì, se il costo è inerente, documentato e sostenuto nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.

Generalmente no. L’indennità è normalmente trattata come componente della retribuzione, salvo specifiche disposizioni applicabili al caso concreto.

Può essere possibile per i professionisti in regime ordinario, nei limiti previsti dalla normativa. Nel regime forfettario i costi non vengono dedotti analiticamente.

I buoni regalo migliorano la soddisfazione dei dipendenti e semplificano la gestione dei benefit aziendali.

Sì, se il supermercato o il negozio alimentare è convenzionato con la società emittente. I buoni pasto possono essere utilizzati anche per acquistare prodotti alimentari nella grande distribuzione e nei punti vendita autorizzati.

No. Il buono pasto deve essere utilizzato per il suo valore nominale e, generalmente, non dà diritto a ricevere resto in denaro.

La normativa prevede un limite massimo di 8 buoni cumulabili per singola transazione. Il singolo esercente può inoltre applicare procedure operative specifiche, sempre nel rispetto delle regole del circuito.

No. I buoni pasto non sono monetizzabili, non possono essere ceduti e devono essere utilizzati esclusivamente per le finalità previste.